I sostegni economici della Regione Basilicata per chi coltiva il Peperone di Senise IGP: l’esempio da seguire.

“Si parla tanto di promozione dell’agroalimentare e dei prodotti tipici. Si parla, appunto.

Sono ormai talmente abituato a sentire chiacchiere vuote di realizzazioni su questo tema, che la delibera della “piccola” Basilicata mi ha lasciato davvero sorpreso e incredulo.

La Regione Basilicata fa quello che una Regione dovrebbe ordinariamente fare con quelli che considera dei “patrimoni” del proprio territorio: programma, delibera e stanzia fondi. Ha dimostrato di essere la Regione che lavora per la crescita collettiva, ben oltre le chiacchiere.

La Regione Basilicata ha stanziato seicentocinquantamila euro per un avviso a valere sulla coltivazione del peperone di Senise IGP nell’anno 2021.

A beneficiare dei fondi saranno le società o cooperative agricole e le imprese individuali iscritte alla sezione speciale “imprenditori agricoli” o i coltivatori diretti che producono o intendono produrre i “Peperoni di Senise IGP” freschi o trasformati nei seguenti comuni: Senise, Francavilla S.S., Chiaromonte, Valsinni, Colobraro, Tursi, Noepoli, S. Giorgio Lucano, Sant’Arcangelo, Roccanova, Montalbano Jonico e Craco.

La Regione Basilicata, con questa delibera, ha ricordato a tutte le altre regioni italiane come si fa ad incrementare le produzioni a marchio e il numero delle aziende agricole certificate: chi coltiva il prodotto tipico (in questo caso il peperone di Senise) riceve un sostegno economico regionale a fondo perduto (in questo caso variabile dai 15 ai 30mila euro).

Il ragionamento di estrema semplicità, chiarezza e concretezza – cosa rara di questi tempi per una amministrazione pubblica – è legato proprio agli eventi pandemici in corso: il Covid-19 e le conseguenti restrizioni hanno ridotto le superfici lucane coltivate a Peperone IGP, l’obiettivo del governo regionale è proprio quello di rilanciare questo ortaggio di nicchia ed evitare eventuali altre problematiche simili nel 2021. Sono stati quindi predisposti gli strumenti per la promozione dell’incremento di prodotto IGP certificato. La crescita produttiva è diventata in tal modo di facile attuazione, speriamo sia anche effettiva.

Auspico che le chiacchiere vuote finora ascoltate sulla valorizzazione delle tipicità locali, vengano sostituite da azioni concrete in tutte le Regioni italiane, e proprio sulla base del lungimirante caso lucano”

 

Emilio Ferrara

Direttore OP Terra Orti

 

 

Un’altra questione irrisolta per l’ortofrutta: le aliquote Iva per le erbe aromatiche

Tra le tante questioni relative al comparto ortofrutticolo lasciate da tempo irrisolte dalla politica italiana, c’è anche quella della moltitudine di aliquote Iva delle erbe aromatiche. La scarsa chiarezza che attualmente e da tempo vige, genera spesso dubbi ed imprecisioni nell’applicazione.

Per l’individuazione della corretta aliquota Iva da applicare alle erbe aromatiche non letteralmente menzionate dal legislatore fiscale, è necessario individuarne l’appartenenza da un punto di vista tecnico/merceologico così come indicato dalla Tariffa doganale o altrimenti rifarsi alle istanze di interpello che comunque normalmente rimandano alla TARIC.

Vediamo nel dettaglio:

  • Basilico, Salvia, Rosmarino freschi e origano destinati all’alimentazione sono le uniche erbe aromatiche letteralmente menzionate dal legislatore che, con la legge 122/2016, scontano l’iva agevolata al 5%. Per tutte le altre erbe è necessario rifarsi alla TARIC o a documenti dell’amministrazione finanziaria.
  • Prezzemolo, cerfoglio, estragone (dragoncello) crescione e maggiorana coltivata vengono individuate dalla TARIC alla Sezione 2 capitolo 07 tra gli “ortaggi” e, quindi, essendo gli ortaggi indicati al n. 5 Parte II Tabella A del DPR 633/72 le relative cessioni scontano l’aliquota del 4%;
  • Ruta, Lavanda, Melissa e Menta: per queste erbe aromatiche bisogna rifarsi alla Dichiarazione Direzione Regionale Entrate per la Liguria del 20.10.99 che testualmente “Essendo classificati come prodotti utilizzati principalmente in profumeria, medicina o nelle preparazioni di insetticidi, antiparassitari o simili vanno ricompresi nella Voce della TARIC Capitalo 7 – Voce 12.11 e non essendoci per queste voci l’inquadramento in alcuna fattispecie agevolata di cui alla Tabella A devono ritenersi soggetti all’aliquota del 22%;
  • Timo, Alloro e finocchio selvatico vengono inquadrate dalla TARIC rispettivamente nelle seguenti voci doganali 09.10, 09.10, 09.09 e alla Ris. Nr 50/E III-7-94808 del 23 marzo 1999 che le inquadra quali erbe che scontano l’aliquota iva del 10%;
  • Erba cipollina e dragoncello è ancora la Ris. Nr 50/E III-7-94808 del 23 marzo 1999 che chiarisce l’aliquota Iva da applicare di cui alla voce doganale 07.01 che è quella del 4% ;

Il problema si complica ulteriormente quando oggetto della transazione sono confezioni di aromi misti per le quali l’individuazione dell’aliquota Iva deve essere fatta “tenendo in considerazione la merce che conferisce all’insieme il carattere essenziale”, considerando “quantità, volume e valore”, con le difficoltà che ne conseguono e le innumerevoli interpretazioni rispetto alla composizione.

In conclusione, è certamente necessario armonizzare le aliquota IVA da applicare alle Erbe aromatiche per uso alimentare: la presenza di una pluralità di aliquote (4%, 5%, 10% e 22%) ingenera confusione e spesso un’errata applicazione della norma.

Bisognerebbe individuare un’unica aliquota iva agevolata da applicare a tutte le erbe aromatiche per uso alimentare che dovrebbe essere quella del 4% come tutti gli ortofrutticoli. In alternativa, potrebbe essere discussa e mediata una aliquota del 5%, comunque agevolata, ma che compenserebbe le perdite subite dal taglio dell’aliquota del 22% e del 10% con l’incremento del punto percentuale sui volumi, di gran lunga superiori, relativi alle erbe che scontano il 4%.

 

 

Emilio Ferrara

Direttore Società cooperativa Terra Orti

Olio extravergine di Oliva “Le 5 province”

L’olio di oliva, alimento dalle origini antiche, è il fulcro della tradizione gastronomica mediterranea ricercata in tutto il mondo.

Apprezzato e utilizzato per la cura di sé già dagli Egizi, l’olio fu considerato dai Greci panacea per la salute e la sacralità. Attraversando secoli di storie e culture, l’olio di oliva è diventato il riferimento della buona alimentazione, consigliato nella dieta quotidiana soprattutto per l’alto contenuto di antiossidanti e altri nutrienti preziosi per la salute.

L’olio extra vergine di oliva è stato disciplinato da specifica normativa europea (Regolamento CEE n. 2568/91 e successivi aggiornamenti) che ha fissato gli standard qualitativi di base che l’olio di oliva deve avere per poter essere commercializzato con la dicitura “Olio Extra Vergine”. Tale norma definisce che l’olio extra vergine debba essere ottenuto per estrazione meccanica, e l’acidità, ossia la concentrazione di acidi grassi liberi, non deve mai superare lo 0,8%.

La linea olio extra vergine di oliva “Le 5 province” di Terra Orti, nasce con l’obiettivo di raccontare, attraverso la tradizione olivicola di ogni provincia campana, il gusto e i profumi degli oli della Campania Felix nella sua interezza. Ogni singolo prodotto è un blend di olio extra vergine campano unito ad olio estratto da varietà olivicola tipica del territorio di riferimento, e porta il nome del Santo Patrono della provincia campana alla quale afferisce. Il culto del Patrono soprattutto al Sud Italia, reca infatti con sé tradizioni e simbologie delle specifiche comunità che il Santo rappresenta. Le ritualità e la biodiversità più significative dei territori hanno da sempre al centro la cucina, della quale l’olio di oliva è parte integrante come alimento tipico della ruralità mediterranea.

Di seguito, vi presentiamo ogni bottiglia che racconta ogni singola provincia campana e le sue caratteristiche uniche, per ogni dettaglio ulteriore vai nella sezione Tipico.

 

 

Come si produce il pregiato olio extra vergine di oliva campano? Ecco il video girato presso uno dei nostri agricoltori,  in questo caso sono gli uliveti delle colline salernitane a produrre frutti e abbondanza. La Campania è ricca ovunque di meravigliosi uliveti.

 

Il Decreto Ristori Bis e il “pasticcio“ sull’ortofrutta chiamato Art. 22.

Emilio Ferrara, Direttore della Organizzazione Produttori Terra Orti, esprime le sue perplessità sul Decreto Ristori Bis e sul relativo articolo 22: “è scritto male e potrebbe essere attuato peggio”.

La premessa.

Anno 2020: la pandemia ha determinato tempi duri a livello mondiale per ogni settore economico. Le misure per far fronte ai gravi disagi degli operatori sono state approntate ad ogni livello. In Italia con il Decreto Ristori si è contemplato ogni settore, anche quello agricolo, tranne il comparto ortofrutticolo. In realtà l’art.58-bis (Fondo per la promozione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma) del Decreto Ristori, ha definito il prodotto di IV gamma, nell’ambito del settore Ortofrutta, unico destinatario di interventi di sostegno. Un provvedimento senza logica che di fatto, a fronte dell’inaccettabilità espressa, non è stato attuato. Nel recente Decreto Ristori Bis il governo italiano ha riprovato a immaginare sostegni al settore ortofrutticolo, creando di fatto confusione e ulteriori incongruenze.

Le considerazioni di Emilio Ferrara, Direttore di Terra Orti, Organizzazione Produttori con circa 200 associati.

  1. Cosa contempla precisamente il Decreto Ristori bis  per il settore ortofrutticolo?

Dopo l’errore del primo Decreto che di fatto ha escluso quasi del tutto l’ortofrutta dagli interventi di sostegno, adesso ci si riprova con il Decreto ristori bis (Decreto Legge 9 novembre 2020 n. 149) che con l’art. 22 sostituisce il famoso art. 58-bis e, come spesso accade, la cura è peggiore del male”.

“Intanto– prosegue Ferrara – nel grottesco tentativo di allargare la lista dei privilegiati se ne aggiunge un altro inventandolo di sana pianta (il prodotto “della cosiddetta prima gamma evoluta”), aprendo le porte alle più fantasiose interpretazioni su cosa sia appunto il prodotto di “cosiddetta prima gamma evoluta”. Per esempio un’anguria intera posta in un cassone insieme ad altre è prima gamma, posta invece singolarmente in una confezione dedicata magicamente si evolve e diventa di “cosiddetta prima gamma evoluta” e, pertanto, equiparata ad un’altra anguria che invece (a norma di legge 13 maggio 2011, n. 77) viene sottoposta a processi tecnologici atti a valorizzarla grazie alla selezione, cernita, monda e taglio, lavaggio, e confezionamento in buste o in vaschette sigillate, con eventuale utilizzo di atmosfera protettiva (IV gamma)”

“Inoltre il contributo è concesso alle Organizzazioni di Produttori (OP) riconosciute e ricordiamo che – tiene a specificare il Direttore Terra Orti -, sempre a norma di legge, NON esiste un riconoscimento per la IV gamma o prima gamma evoluta, ma per i Prodotti Ortofrutticoli (Lattughe, Pomodori, Pesche, etc.)”.

  1. Come si identificano i criteri per il ristoro?

 “ll nuovo art. 58-bis si chiama “Interventi per la gestione della crisi di mercato dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma e di prima gamma evoluta” ed infatti concede un contributo, nel limite di spesa di 20 milioni di euro, per la raccolta prima della maturazione o la mancata raccolta dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma e di prima gamma evoluta per periodo marzo – luglio 2020 e quantificando la conseguente differenza di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019.

  1. Qual è quindi il pasticcio?

“Oltre al fatto che ci vuole una certa fantasia per immaginare che una mela o un kiwi, quando ancora non sono maturi, cioè quando ancora sono sulla pianta e mancano mesi alla raccolta, già sono pronti per le vaschette di IV gamma, il problema più grande è che il Governo dimentica che il suo Ministro per le Politiche Agricole, nonostante le ripetute richieste da parte delle OP e delle Unioni di OP, NON ha voluto, nemmeno nel periodo nero del lockdown, autorizzare le OP ortofrutticole ad effettuare le operazioni di raccolta prima della maturazione o mancata raccolta con interramento del prodotto, e pertanto NESSUNA OP, che faccia prodotti di IV gamma, di prima gamma evoluta o di prima gamma “arretrata”, può accedere a tali fondi.”

Mancano di fatto ai produttori i requisiti che il Governo stesso ha impedito di attuare e che ora, con l’art.22 chiede di esibire per accedere ai ristori!

Nei prossimi 30 gg il MIPAAF, con apposito decreto, dovrà stabilire i criteri e le modalità di attuazione dell’articolo 58-bis.

  1. Qual è la soluzione possibile?

Emilio Ferrara auspica che si tenga conto di queste criticità per rendere possibile l’accesso al fondo di 20 milioni di euro.

“Innanzitutto il Mipaaf deve, forzando l’interpretazione del nuovo art. 58-bis, scegliere come criterio (tre operazioni di raccolta verde e mancata raccolta oppure calo del fatturato) l’unico praticabile e cioè il calo di fatturato, bisogna quindi eliminare ogni riferimento alle operazioni di raccolta prima della maturazione e di mancata raccolta dei prodotti ortofrutticoli. 

Bisogna poi individuare i Prodotti oggetti del provvedimento e pertanto destinatari dei contributi (cioè quelli che hanno avuto un crollo delle vendite, come tanto per fare un esempio le lattughe e le fragole) e, di conseguenza, individuare le OP riconosciute per quei prodotti e che possono essere beneficiarie dei contributi (ricordiamo che non esistono OP riconosciute per la IV gamma o la prima gamma evoluta ma solo per i prodotti)”.

“Ancora, dato che l’art.58-bis lascia giustamente intendere che il beneficiario finale non è tanto il soggetto che commercializza (OP) quanto il produttore ortofrutticolo, al fine di evitare sperequazioni tra questi ultimi bisogna definire i prodotti per quello che sono per davvero e cioè “destinati alla IV gamma e prima gamma evoluta.. La ragione è che, nella gran parte dei casi, non è il produttore agricolo che mette in atto i processi tecnologici di cui sopra ma altri soggetti (spesso industriali) e una più puntuale definizione dei prodotti può evitare che vengano penalizzati una parte dei produttori che aderiscono ad OP che poi vendono a chi confeziona o peggio ancora che il contributo arrivi a soggetti diversi da quelli della produzione primaria”.

“Ovviamente per il calcolo della differenza di fatturato bisogna prevedere che questo debba essere riferito alle tipologie di prodotto individuate che poi viene venduto come I e IV gamma e non a tutto il fatturato delle OP”.

  1. Dopo tutta la disamina tecnica, qual è la soluzione in sintesi?

Per risolvere il pasticcio, l’unico criterio per identificare l’accessibilità ai fondi stanziati per il settore Ortofrutta nell’ambito del decreto Ristori Bis, può essere il calo di fatturato considerando i periodi dell’anno di riferimento. La differenza del fatturato dovrebbe tener conto inoltre della compagine sociale delle OP, cioè valutare l’adesione o la dimissione dei produttori dall’OP. L’adesione ad una OP ha una durata di un anno, in quanto la differenza di fatturato potrebbe essere falsata dall’uscita o entrata di soci produttori. In sintesi, lo scostamento di fatturato andrebbe calcolato a parità di soci produttori.

Le eccellenze di Terra Orti nel nuovo format “Italia Food Lovers” in onda su Discovery Foodnetwork

Le eccellenze di Terra Orti nel nuovo format “Italia Food Lovers” in onda su Discovery Foodnetwork a partire da mercoledì 21 Ottobre.

Le eccellenze dei produttori associati Terra Orti sono le protagoniste del nuovo format “Italia Food Lovers” in onda su Discovery Foodnetwork Canale 33 del dgt e 416 di Sky

Il format porterà alla ribalta nazionale i prodotti della Organizzazione Produttori Terra Orti.

Gli chef protagonisti di ogni puntata di 15 minuti, saranno Mattia Poggi e Monica Bianchessi, volti noti dell’alta gastronomia del piccolo schermo, i quali, con l’esperta conduzione di Rosaria Sica, ci accompagneranno nell’emozionante percorso di valorizzazione dei prodotti Terra Orti, rendendoli visibili al grande pubblico e anche acquistabili direttamente sul sito italiafoodlovers.it.

“Con il progetto “Italian food lovers” portiamo sul piccolo schermo il meglio dell’ortofrutta italiana- commenta il Presidente di Terra Orti Alfonso Esposito – , raccontando le storie che caratterizzano i prodotti di Terra Orti anche attraverso il supporto del nutrizionista e degli esperti dell’alta gastronomia.. Vogliamo che le nostre eccellenze siano valorizzate sempre attraverso i migliori format, e questa volta abbiamo scelto una piattaforma importante, una vetrina di livello internazionale come Discovery Foodnework”

 Per 6 puntate, a partire da mercoledì 21 Ottobre alle 13:00  e in replica il venerdì alle 10 e il martedì alle 14, Terra Orti vi aspetta su Discovery Foodnetwork Canale 33 del dgt e 416 di Sky.

Terra Orti presenta Mini Green Chef, la prima web serie educazionale interamente dedicata all’Ortofrutta.

Terra Orti  per mission promuove e valorizza i prodotti degli associati, e ricerca sempre nuove iniziative volte ad incentivare la corretta e salutare alimentazione.

Dallo studio lo scenario della produzione e distribuzione di webseries – Febbraio 2013” effettuata da  I-COM, istituto per la competitività, emerge che la web serie rappresenta uno degli elementi più innovativi nell’ambito della “produzione narrativa per immagini” in quanto si ritiene che “dal web provengano le maggiori spinte al rinnovamento della serialità̀ audiovisiva”.

È così che nasce il progetto “Mini Green Chef”, la web serie in 3 puntate prodotta da Terra Orti, da fruire sui canali social della Organizzazione Produttori. Scritta e diretta da Claudio Insegno, la web serie è un nuovo modo di narrare ai più piccoli le proprietà della frutta e della verdura, attraverso una storia divertente e delicata allo stesso tempo, dove è presente la figura particolare di una nonna, interpretata eccezionalmente dal mito del cinema italiano Sandra Milo.

“Sono onorata e felice di dare questi messaggi, perché la frutta e la verdura, tesori di questa terra, sono eccezionali.  E fanno bene alla salute: guardate me che all’età di 87 anni sono ancora in forma ed energica.  L’alimentazione è importante”. Così afferma Sandra Milo in una video dichiarazione interagendo con Alfonso Esposito, Presidente di Terra Orti.

La prima puntata è andata in onda l’11 ottobre ed è presente sui canali Facebook e Instagram di Terra Orti:

Le prossime saranno live:

  • Seconda puntata – domenica 18 ottobre ore 18:00
  • Terza e ultima puntata – domenica 25 ottobre ore 18:00

“Terra Orti ha voluto utilizzare questo nuovo format narrativo – ha commentato Alfonso Esposito, Presidente di Terra Orti – per far comprendere ai più giovani che la frutta e la verdura sono un alimento da conoscere meglio e da impiegare nella propria quotidianità con entusiasmo e curiosità. Siamo fieri di sperimentare e proporre nuove modalità per entrare nel mondo delle generazioni future”

 

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA SOCI

A TUTTI I SOCI

Ai componenti del Collegio Sindacale

Al Direttore

 

 

OGGETTO: CONVOCAZIONE ASSEMBLEA SOCI

 

Presso la Sede sociale della OP Terra Orti, è convocata l’Assemblea ordinaria dei soci il giorno 28 giugno alle ore 10.00, in prima convocazione, ed occorrendo il giorno 24 luglio 2020 alle ore 17.00, in seconda convocazione, per discutere e deliberare sul seguente

ORDINE DEL GIORNO:

  • Approvazione bilancio di esercizio con allegati chiuso al 31/12/2019;

deliberazioni inerenti e conseguenti;

  • Varie ed eventuali.

 

Gli atti ed i documenti relativi agli argomenti posti in discussione sono disponibili presso la sede sociale.

Certi della Vs. presenza, vi lasciamo i nostri più cordiali saluti.

Eboli, 27/05/2020

 

 

Il Presidente del CdA

Dott. Alfonso Esposito

Emergenza COVID-19

Emergenza COVID-19
L’agricoltura non si ferma. Voi restate a casa per il bene di tutti.

Il Decreto «Io resto a casa» del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 emanato per il contenimento del contagio da coronavirus (si intendono anche tutti i successivi decreti) stabilisce la continuità delle attività legate all’agricoltura.

Come si può leggere su www.governo.it tra le domande frequenti sulle misure adottate dal decreto:

  1. Sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi, alimenti per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca?No, non sono previste limitazioni.
  2. Se sono un imprenditore agricolo, un lavoratore agricolo, anche stagionale, sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa?
    No, non sono previste limitazioni.

Pertanto anche tutti gli associati di Terra Orti proseguono le attività lavorative per garantire ogni giorno la consegna di beni ortofrutticoli.

È la stessa Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, a ribadire la sicurezza dei cibi freschi:

“Verdure, frutta, [….], comunque freschi e deperibili sono sicuri. C’è di più: sono uno dei fondamenti della dieta mediterranea e non c’è nessuna ragione al mondo per modificare il nostro regime alimentare che è sano, sicuro e di qualità – ha precisato la Ministra. Anche in questo momento così delicato, dobbiamo ricordare che dietro ai prodotti c’è il lavoro, l’impegno ed il sacrificio di moltissime imprese e lavoratori: garantirle e sostenerle anche con l’acquisto dei loro prodotti, significa garantire e sostenere una parte fondamentale della nostra economia e del nostro Paese. Abbiamo bisogno di rispettare le regole, certo, e quanto mai sono necessari la saggezza, l’equilibrio, la misura. Così, insieme, riusciremo a sconfiggere il coronavirus. Distanti, ma uniti come non mai”.

GRAZIE a tutti i nostri produttori che nel rispetto delle regole, anche in emergenza, non fanno mancare alla collettività prodotti ortofrutticoli di qualità.

Tutti gli hashtag del periodo dell’emergenza condivisi da Terra Orti

La campagna di Italiaortofrutta alla quale Terra Orti è associata

 

FONTI

Governo italiano

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Convocazione Assemblea dei Soci

 

 

A TUTTI I SOCI

Ai componenti del Collegio Sindacale

Al Direttore

 

 

 

 

OGGETTO: CONVOCAZIONE ASSEMBLEA SOCI

 

Presso la Sede sociale della OP Terra Orti, in via Bagnolo San Vito, è convocata l’Assemblea ordinaria dei soci il giorno 13 gennaio 2017 alle ore 08.00, in prima convocazione, ed occorrendo il giorno Sabato 14 gennaio 2017 alle ore 10.00, in seconda convocazione, per discutere e deliberare sul seguente

ORDINE DEL GIORNO:

  1. Adempimenti previsti dall’art. 11 Dlgs 220/2002 – Certificazione del Bilancio;
  2. Nomina dei sindaci supplenti;
  3. Varie ed eventuali.

 

Certi della Vs. presenza, vi lasciamo i nostri più cordiali saluti.

Eboli, 22/12/2016

Il Presidente del CdA

Dott. Alfonso Esposito

I prodotti Terra Orti protagonisti del programma “I Sapori del Sole” in onda su Alice TV

I prodotti Terra Orti  protagonisti nel nuovo programma di Alice TV “I Sapori del Sole”.

A partire da lunedì 13 giugno alle 22.45 con replica il giorno successivo alle 13.45, dalla fantastica location di Palazzo Suriano di Vietri sul Mare, saranno proposte al pubblico una serie di ricette con i prodotti di punta della nostra O.P.

Appuntamenti, quelli che andranno in onda dal 13 giugno sul digitale terrestre al canale 221 e su Sky, all’insegna dei sapori e della cucina mediterranea, per offrire agli spettatori alcune proposte culinarie che consentono di valorizzare le principali eccellenze Terra Orti.

La conduttrice del programma Maria Rosaria Sica, durante la presentazione delle ricette curata dallo chef Salvatore Avallone Cetaria, ascolterà dirigenti, produttori ed agronomi Terra Orti, guidati dal Presidente Esposito e dal Direttore Ferrara. Tra questi Domenico Alfano, Emanuele Alfano, Cinzia Borrelli, Francesco Punzi, Claudio Paolantoni, Domenico Tancredi, Andrea Esposito, Enrico Foti e Michele Di Muro. Tra i prodotti che saranno sotto i riflettori ricordiamo i finocchi, i cavoli, i ceci di Cicerale , i fagioli di Controne, le nocciole di Giffoni IGP, il pomodoro fiaschello di Battipaglia e poi invidie, zucchine ma anche l’amaro di Paestum, a base di estratto di Carciofo di Paestum IGP, una chiusura ideale per tutti i pasti.