IGP Pomodoro Pelato di Napoli: una opportunità ciecamente osteggiata.

La controversa vicenda della contrarietà di alcuni alla nascita della IGP Pomodoro Pelato di Napoli mi lascia davvero perplesso.

Il riconoscimento di una denominazione di origine per un prodotto trasformato, come è appunto il pomodoro pelato, è sempre una opportunità per chi di quella denominazione produce la materia prima, in questo caso il pomodoro.

La contrarietà della Regione Puglia, seppur segno di grande miopia politica, può anche essere spiegata come assunto di una Giunta che guarda più alla reazione emotiva e identitaria della generalità dei cittadini pugliesi, per trarne un po’ di popolarità; l’opposizione degli imprenditori agricoli pugliesi e delle loro rappresentanze, invece, è veramente incomprensibile.

La denominazione “Pomodoro Pelato di Napoli” è, ovviamente, conseguenza della diffusa reputazione del prodotto sui mercati, dove il pomodoro pelato è sempre collegato a Napoli. È una verità che emerge anche dalle etichette del pomodoro pelato spedito in giro per il mondo, utilizzate nel tempo anche dai Pugliesi stessi. L’ottenimento della IGP Pomodoro Pelato di Napoli porterà, come sempre accade, i produttori conservieri ad avere maggiori opportunità sui mercati nazionali ed internazionali, anche in termini di incremento dei prezzi ottenibili. La logica conseguenza, chiaramente, è quella di avere, finalmente, nel settore del pomodoro da industria del bacino del centro sud Italia, un prodotto che, potenzialmente, potrebbe non solo aumentare la domanda di materia prima agricola, ma addirittura remunerarla meglio.

Anche per le ragioni di merito della opposizione preannunciata si resta allibiti: si argomenta infatti che la grande parte del pomodoro viene coltivata in Puglia seppur trasformata in Campania. Senza dilungarmi troppo, faccio notare quanto sia chiaro che grandissima parte del successo di una Denominazione è legata all’entità del capitale reputazionale del nome geografico utilizzato, in altre parole più è conosciuto il “nome geografico” più ha successo la denominazione.

Fossi stato un pugliese, avrei chiamato i promotori per congratularmi e ringraziarli di essere riusciti ad associare ad una mia produzione uno dei nomi di città più famosi nel mondo: “Napoli”.

La notorietà del nome “Napoli“ legato ad un certo tipo di produzioni, è ineguagliabile: non sussistono paragoni nell’ambito non solo della Puglia, ma del resto della Campania e del mezzogiorno d’Italia. Si tratta di un fatto, non discutibile da parte di nessuno, nemmeno dalla Regione Puglia, con buona pace di Emiliano e dei suoi assessori.

 

 

Emilio Ferrara

Direttore OP Terra Orti

www.terraorti.it