A Brescia nuovo spazio espositivo per i prodotti di Terra Orti

Terra Orti è la società cooperativa che rappresenta la Campania a Brescia, dove  Coldiretti ha inaugurato con il Presidente Nazionale Ettore Prandini  il mercato agricolo coperto di Campagna Amica.

Terra Orti, nonostante il contesto critico di un anno con caratteristiche senza precedenti, ha tagliato il 18 dicembre 2020 un altro traguardo: è stata inaugurata l’area espositiva dell’Organizzazione Produttori nell’ambito del mercato contadino coperto di Campagna Amica a Brescia, progetto che mira a valorizzare il lavoro dei produttori rendendo sempre più immediata la relazione con il consumatore.

Anche a Brescia apre il mercato agricolo coperto di Campagna Amicaha dichiarato il Presidente Prandini inaugurando il mercato della sua città Un luogo di socialità, di rapporto diretto tra produttori e consumatori, dove possiamo raccontare il sacrificio e il lavoro quotidiano che stanno dietro i prodotti della nostra agricoltura, spiegando la distintività del nostro agroalimentare. Questo è lo spirito di Coldiretti: stare in mezzo alla gente, a contatto con le persone, per trasmettere ciò che caratterizza il modello italiano dal campo alla tavola.

La postazione di Terra Orti al Mercato Contadino Campagna Amica Brescia

 

L’evento, semplice, ma significativo e simbolico per una città che ha bisogno di scelte incoraggianti dopo essere stata duramente colpita dalla pandemia la scorsa primavera, è stato soddisfacente per Terra Orti, che ha voluto proporre nel punto vendita una selezione di prodotti rappresentativi della Piana del Sele e a di tutta la Campania, portando anche un pezzo delle tradizioni di Natale delle terre del Sud.

 

Siamo orgogliosi di essere ancora una volta parte integrante dell’ambizioso progetto di Coldiretti, come già avvenuto per il mercato coperto di Napoli della scorsa estate– ha dichiarato il Presidente di Terra Orti Alfonso Esposito-è importante che i nostri produttori abbiano visibilità di livello nazionale e internazionale. È fondamentale soprattutto in questa congiuntura socioeconomica, cogliere ogni opportunità per rendere concreta la crescita dei nostri associati e della società cooperativa nella sua interezza.

Fruit & Salad Smart Games: conclusa con successo la campagna innovativa nelle scuole

La campagna di sensibilizzazione alla buona e sana alimentazione Fruit and Salad Smart Games promossa da Terra Orti, O.P. AOA e ALMA SEGES rivolta alle scuole, ha avuto quest’anno una realizzazione adattata alle esigenze pandemiche che impediscono gli eventi aggregativi e le attività didattico-ricreative in presenza.

Sono stati realizzate puntate educative, ad alto impatto emozionale e di qualità contenutistica, con persone dello spettacolo, nutrizionista, chef ed esperti del settore gastronomico.

Il Presidente di Terra Orti Alfonso Esposito haaperto una puntata con parole molto significative, l’essenza del progetto stesso:
“Il nostro mestiere è fare gli agricoltori e portare il cibo sulle vostre tavole ma anche trasmettervi la conoscenza di che cos’è e come viene fatto il cibo che produciamo”

 

Si è conclusa con la vittoria della 5° A dell’I.C. Anardi di Scafati per le scuole elementari e della 2° L dell’I.C. Tasso di Salerno per le scuole medie la prima edizione di Fruit & Salad Smart Games.

Grande è stato il consenso di docenti, ragazzi e promotori. Ed è proprio Emilio Ferrara, Direttore della O.P. Terra Orti, ad esprimere la sua soddisfazione.

“Partire con un nuovo progetto è sempre una scommessa – ha dichiarato Emilio Ferrara – a questo si aggiunge la complessità del periodo che stiamo vivendo, che rende difficile l’organizzazione di ogni iniziativa che mira a coinvolgere le persone. Per questo non mi aspettavo che già questa prima edizione ottenesse così tanto successo. Sensibilizzare le giovani generazioni ad una corretta alimentazione che preveda il consumo di frutta e verdura era l’obiettivo originario del progetto ed è stato raggiunto in modo eccellente. Ma un ulteriore e altrettanto importante obiettivo è stato raggiunto: permettere ad alunni e docenti, malgrado il radicale cambiamento apportato dalla didattica a distanza e tutte le difficoltà ad essa associata, di fare aggregazione, seppure in maniera virtuale, e di affrontare con più leggerezza i momenti di chiusura forzata imposti dalle normative attuali”. 

Sin dalla prima puntata i ragazzi hanno mostrato grande entusiasmo e voglia di partecipare visionando le video interviste caricate sulla piattaforma e rispondendo ai relativi quiz, con lo scopo di accumulare il miglior punteggio e giungere alla vetta della classifica.

La classifica completa e ulteriori informazioni su www.fruitandsalad.it e i canali social Facebook e Instagram.

L’ortofrutta e il pasticcio che continua: decreto Mipaaf iniquo

Emilio Ferrara, il Direttore di Terra Orti, ha emesso una nuova nota stampa per rinforzare quanto già evidenziato in una precedente dichiarazione rispetto ad una questione che continua a penalizzare gravemente il settore ortofrutticolo:

Qualche settimana fa avevo esposto che l’art. 58-bis del Decreto Ristori, così come modificato dall’art. 22 del decreto ristori bis, era stato scritto male e sarebbe stato attuato peggio.

L’articolo citato, che era stato uno dei pochissimi interventi del governo verso il settore ortofrutticolo che, nel periodo del primo lockdown, tanto ha lavorato per assicurare continuità di approvvigionamento, investendo in maniera ingente in misure di sicurezza, forza lavoro e logistica, diventa ora elemento di discriminazione perché basato non sul danno economico subìto dall’impresa agricola, ma su come un prodotto ortofrutticolo viene confezionato.

Ci sono almeno un paio di considerazioni importanti rispetto a ciò che sta accadendo, doverose e concrete nell’ambito di una situazione che è gravemente penalizzante per il settore:

  • la prima nota è ovviamente quella che in più occasioni ho rimarcato: in pratica le Organizzazioni Produttori (OP) ortofrutticole, restituiranno all’Unione Europea buona parte dei fondi destinati alla gestione delle crisi di mercato perché, anche nei mesi del lockdown (marzo-maggio 2020), il Ministero non ha voluto autorizzare le operazioni di mancata raccolta, e raccolta prima della maturazione previste dalla normativa europea. In seguito, il Governo mette 20 milioni di fondi propri (più o meno la cifra che verrà restituita) per ristorare il danno che noi denunciavamo in quei mesi. Assurdo avere risorse europee per uno scopo, e non farle utilizzare ai beneficiari per poi destinare risorse proprie per la stessa finalità!
  • la seconda è che mentre le risorse europee sono (fino al 31 dicembre) a disposizione in egual misura percentuale per tutte le OP ortofrutticole, questo decreto ristora soltanto alcune OP, cioè quelle che hanno scelto di lavorare i propri prodotti con un certo tipo di confezionamento, un po’ come se per il latte venisse ristorato solo l’allevatore che vende il latte già in bottiglie e non quello che lo vende alla Centrale del Latte di zona!

Dal testo del decreto attuativo si evince in sintesi che il Ministero ha scelto tra i produttori degli ortofrutticoli destinati alla IV gamma e gli imbustatori della quarta gamma preferendo, di fatto, gli industriali agli agricoltori.

Una considerazione, infine, che prevale su tutto il resto, sulla rispondenza del contenuto del decreto attuativo rispetto al dettato del decreto-legge:

l’art. 58-bis del decreto ristori bis recita testualmente “Il contributo è concesso, nel limite complessivo di spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2020, per la raccolta prima della maturazione o la mancata raccolta dei prodotti ortofrutticoli destinati alla quarta gamma ed alla prima gamma evoluta, sulla base delle informazioni disponibili nel fascicolo aziendale e nel registro dei trattamenti di cui al decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150.”; nel decreto attuativo del Mipaaf n. 9361598 del 04 dicembre che fine hanno dunque fatto le operazioni di mancata raccolta, e raccolta prima della maturazione? Non ce n’è traccia!

È possibile stravolgere in questo modo un decreto-legge?

In tutto questo “ambaradan” un plauso va fatto solo ad Agea che, vista la terrificante scadenza fissata dal Mipaaf di solo 5 giorni dall’adozione del decreto per la presentazione delle domande di aiuto, non soltanto ha emanato le istruzioni operative nel giro di poche ore, ma ha anche fatto uno slalom tra festa dell’Immacolata, sabati e domeniche portando di fatto la scadenza al 14 dicembre anziché al 9.

Pomodoro da Industria Bacino Centro Sud Italia: insediato il Comitato Etico.

Esprimo grande soddisfazione per l’insediamento del Comitato Etico, per il quale hanno dato la propria disponibilità figure di alto profilo, e in particolare Marida Dentamaro, Docente di Diritto Pubblico all’Università di Bari, il giornalista di Avvenire Antonio Mira, l’ex Ministro e attualmente Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edoardo Ronchi, lo studioso e politico Isaia Sales, e la referente del percorso su Etica e sostenibilità dell’OI, in passato responsabile della partecipazione delle organizzazioni della società civile a Expo Milano 2015, Fosca Nomis.

L’insediamento è avvenuto durante la riunione, in videoconferenza, del Comitato di Coordinamento dell’Organismo Interprofessionale (OI) del Pomodoro da industria del Bacino Centro Sud Italia che abbiamo tenuto Martedì 1° dicembre alla presenza della Ministra Teresa Bellanova.

Sono convinto che la sostenibilità etica, ambientale ed economica rappresenta da sempre una priorità per l’industria di trasformazione del pomodoro, ed è per questo che ho sostenuto il percorso che ha portato alla definizione prima del Codice Etico e poi del Comitato Etico incaricato di far applicare i principi del Codice a tutta la filiera. ù

Un impegno importante, enorme, per un’organizzazione di filiera che vede coinvolte 48 industrie di trasformazione e 18 organizzazioni di produttori ortofrutticoli, con 2,1 miliardi di fatturato e una presenza in 12 Regioni.

Un ringraziamento alla Ministra Bellanova, la quale, cogliendo l’importanza del momento ha affermato: “Il Codice, che affronta la sostenibilità economica, sociale ed ambientale, è la strada giusta; ora vediamo che diventa un programma di lavoro concreto, oltre ad un’importante dichiarazione di intenti, che mi ha visto impegnata con il mio sostegno. Solo se ci sono questi tre aspetti c’è una vera e piena sostenibilità. Origine, tracciabilità, rispetto dei diritti dei lavoratori, contrasto alle aste al doppio ribasso, valorizzazione delle buone pratiche di coltivazione e di lavoro: sono tutti punti del documento che si intrecciano con quanto il Governo sta mettendo in campo per il settore. Siamo impegnati nella lotta ai caporali, così come nel contrasto alle pratiche sleali di mercato. Lavoreremo insieme all’Organizzazione interprofessionale per far conoscere e valorizzare il vostro lavoro. E per questo è necessaria una campagna di comunicazione istituzionale a livello nazionale e internazionale. Insieme ne individueremo obiettivi e messaggi”

Emilio Ferrara

Direttore dell’Organizzazione Produttori Terra Orti